Leonardo da Vinci e la Grigna: la storia di come il Maestro ha incontrato la Valsassina

Località Pian dei Resinelli / Ballabio (LC)

Turismo ai Piani Resinelli: la storia di Leonardo da Vinci

«Valsasina viene di verso la Italia; questa è quasi di simile forma e natura, nascievi assai mapello, ecci gran ruine e cadute d’acqua».

È la prima descrizione della Valsassina che ci offre Leonardo. Compare in un foglio del Codice Atlantico, lo stesso in cui sono annotati anche altri brani dedicati alla valle e alle montagne che le fanno da cornice.

Ma davvero Leonardo da Vinci è stato in Valsassina, ha percorso a piedi le coste del Grignone osservando le grotte e le sinistre ghiacciaie che si spalancano a strapiombo, è salito in Grignetta passando attraverso i Piani Resinelli? Secondo studi recenti, probabilmente no.

Ma che ne fosse magneticamente attratto, è provato dalla quantità di appunti, annotazioni e disegni che nel corso della sua vita (specie in vecchiaia) il Maestro ha dedicato al Gruppo delle Grigne

Nelle Collezioni Reali di Windsor sono conservati tre fogli in cui sono ritratte le Prealpi Lombarde: dal Cornizzolo al Pizzo dei Tre Signori con al centro le Grigne, il Pizzo Arera e le Prealpi bergamasche, l’Albenza e il Resegone. Anche nelle raccolte della Biblioteca Ambrosiana di Milano è custodito un foglio in cui compaiono le Prealpi lecchesi: la Grigna, il Due Mani, il Resegone.

Leonardo è un montanaro. Quando arriva a Milano nel 1482 ha già superato i 30 anni, ma è un genio ancora in larga parte incompreso. In Lombardia completa la sua formazione: studia i fenomeni del mondo animato e inanimato, approfondisce la geologia, l’idraulica, la meccanica, la botanica. Dipinge alcuni dei suoi maggiori capolavori. Ma non smette mai di scrivere di montagna.

Alla visione della montagna Leonardo dedica ampio spazio nel libro di pittura, sia nella specifica sezione a conclusione della parte quinta, “Delle ombrosità e chiarezze dei monti‟, che in altre parti, ad esempio nel capitolo 243 che intitola “Da chi nasce l’azzurro dell’aria‟, o all’interno del capitolo 260, “Del colore delle montagne‟.

E poi, naturalmente, descrive la Grigna. Alla montagna del cuore dei milanesi e dei lecchesi dedica il famoso frammento che è parte del Codice Atlantico:

“La Grigna è la più alta montagna ch’abbi n’ questi paesi, ed è pelata”.

Ma l’incontro di Leonardo da Vinci col territorio lecchese non finisce qui. Tra i primi incarichi che Leonardo riceve a Milano, c’è l’esecuzione di una pala d’altare per la Confraternita di Santa Maria della Concezione: la Vergine delle Rocce. La scena dell’incontro tra Gesù e Giovanni Battista si svolge in un paesaggio roccioso molto simile alla grotta di Laorca, subito sopra Lecco, da cui parte il sentiero degli alpinisti in risalita verso i Piani Resinelli. Un segno inequivocabile del grande valore emotivo che il Maestro attribuì all’incontro col territorio e coi suoi monti.

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